MARCELLO ARGENTO - Intervista all'autore

18:04

INTERVISTA ALL'AUTORE 
Marcello ARGENTO

Diversi mesi fa, avevo pubblicato la recensione di Pensavo di essere una pecora (la trovate qui). Un ebook che mi aveva colpita per la sua originalità.
In occasione della pubblicazione cartacea di questo libro, che sta avendo un enorme successo, ho deciso di contattare l'autore per un'intervista, che spero gradirete almeno quanto me!

Pensavo di essere una pecora, è una raccolta di racconti brevi, che è stata ampliata per la pubblicazione.
Il suo stile è assolutamente geniale, e si può sintetizzare nel concetto del divertissement letterario. Attraverso giochi di parole, figure retoriche e modi di dire, l'autore ci trascina nella sua dimensione creativa. 
Il suo mondo si apre a tutti coloro che sanno di essere diversi dalla massa, ma non hanno ancora capito come esprimere la propria identità. Ebbene, Marcello Argento lo fa per noi!

Ad una prima lettura ho notato alcuni punti in comune con il Calvino di Se una notte d'inverno un viaggiatore. Ma ad un'analisi più attenta, si vede che in realtà, sono molte le influenze che arricchiscono la scrittura dell'autore.

Vediamo di conoscerlo un po' meglio.

INTERVISTA ALL'AUTORE
Salve, piacere di conoscerla e grazie per aver accettato questa intervista da ArghiroCulture.

Salve a tutti i lettori, il piacere è tutto mio. Puoi darmi del tu, se preferisci.

D'accordo. Il titolo del tuo libro è molto particolare: Pensavo di essere una pecora, solo perché vivevo in un gregge. Quando ti sei accorto di non essere pecora?

Sì, in effetti credo di essere nato diverso. Più un "caprone" che una pecora!! E negli anni dell'adolescenza me ne sono reso conto. Questo ovviamente ha complicato la mia esistenza, perché se da un lato ero orgoglioso di andare controcorrente, dall'altro ho dovuto affrontare non pochi problemi. Che tutti coloro che nascono diversi conoscono!
Crescendo poi le cose sono migliorate, perché anche se è rimasto in me un po' dello spirito del "caprone" che ero, sono rientrato nel gregge.

Quando hai iniziato a scrivere?

La mia passione per la scrittura è nata per caso. 
Negli anni della mia giovinezza, avevo una forte avversione per la lettura, per i libri. Ma un bel giorno mi sono trovato tra le mani il primo volume della Divina Commedia, ne rimasi affascinato! D'allora non posso fare a meno di leggere e quando ho iniziato a scrivere era per puro divertimento. Ispirato dalle allegorie dantesche, mi piaceva giocare con la realtà, creando delle storie che rifuggivano dalla normale logica.

Oggi cosa significa per te scrivere?

Significa senz'altro tirare fuori tutte le emozioni, che molto spesso siamo costretti a ignorare. È la mia valvola di sfogo, è un modo per far parlare la mia interiorità, che a volte parla di sogni, altre di paure, altre semplicemente di fantasie.

Scrivere è sempre un hobby per te, o è diventato un lavoro?

No, oggi non è scrivere il mio lavoro. In realtà nella mia vita ho lavorato tanto, e mi piacerebbe che la mia passione per la scrittura diventasse l'occasione perfetta per non dover lavorare più!

Per quale motivo in Pensavo di essere una pecora, hai preferito la forma del racconto breve?

Non sono stato io a scegliere il racconto breve, ma è stato lui a scegliere me! Per il concetto che voglio esprimere, bastano poche pagine. Amo la lettura immediata, e non volevo creare un libro con molti fronzoli o aggiungere pagine inutili al fine della narrazione.
Inoltre sono il tipo di scrittore a cui piace iniziare e terminare una storia nello stesso giorno. Perché credo che il giorno dopo la penserei in maniera diversa e scrivendo un romanzo correrei il rischio di ricominciare la storia centinaia di volte.

Leggendo Pensavo di essere una pecora, la prima sensazione che si ha, è quella di essere in uno stato di profonda pace interiore. Come ci sei riuscito?

Non sei la prima che me lo dice. In realtà me lo sono chiesto anch'io! Non è una cosa studiata, ma è il risultato spontaneo di una scrittura sincera, che probabilmente riesce a toccare alcune corde, che ognuno di noi ha ma che non riesce mai a far suonare!

Pensavo di essere una pecora è stato pubblicato da te sulla piattaforma online Ilmiolibro.it. Cosa ne pensi del Self Publishing?

Credo che sia un'ottima opportunità per chi, come me, desidera pubblicare il suo libro, senza dover contattare una casa editrice e quindi dover investire tantissimi soldi.

Pensavo di essere una pecora ha avuto un incredibile successo sui Social Network, con migliaia di condivisioni ed acquisti. Che idea ti sei fatto di queste realtà virtuali?

Anche questa credo che sia un'incredibile opportunità per chi, oggi, vuole farsi conoscere dal grande pubblico e che magari ieri non avrebbe avuto una sola possibilità di poterlo fare.

Il tuo nome d'arte è Marcello Argento. È il nome con il quale i tuoi fan hanno imparato a conoscerti e che automaticamente collegano alla tua foto. Come mai hai deciso di usare un nome d'arte?

Sì, il motivo è tutto legato alla mia personalità. Ovvero a me piace rimanere nell'ombra e ho preferito pubblicare con un nome d'arte per non venire meno alla mia indole introversa. Sono fatto così. E le persone che mi conoscono e che sanno che scrivo si possono contare sulle dita di una mano.

In cosa è cambiata la tua vita dopo la pubblicazione del libro?

Per ora non è cambiata per niente! Mi rendo conto solo di aver avverato un piccolo sogno, che avevo nel cassetto da quando ho iniziato a scrivere. E per questo non posso che essere contento.

Benissimo. Grazie mille della disponibilità e spero di risentirti presto con delle novità.

Grazie a voi, alla prossima!

Vi ha incuriositi questa intervista all'autore di Pensavo di essere una pecora?
Avete già letto il libro o avete in programma di farlo?

Per informazioni contattate lo scrittore sulla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/semplicemente.felice1?fref=ts

Aspetto i vostri pareri!

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2 commenti

  1. Grazie Francesca per la stupenda intervista fattami, sei riuscita a tirare fuori il mio vero io che tante volte preferisco tenere nascosto dentro di me... grazie ancora e alla prossima avventura letteraria.

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    1. Sono io che ringrazio te. È stato un onore conoscere uno spirito creativo come il tuo. Ti auguro tutto il successo che meriti. E teniamoci in contatto :)

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